AUTOVELOX: E' SUFFICIENTE IL CERTIFICATO DI MESSA IN OPERA E DI CONTROLLO?
Come contestare un verbale di accertamento elevato per violazione delle norme del Codice della Strada?
É sufficiente che l'Amministrazione produca il certificato di messa in opera e di controllo per dimostrare la funzionalità dell'autovelox?
A dirimere la questione è intervenuta ancora una volta la Corte di Cassazione che, chiamata a pronunciarsi su un ricorso per querela di falso proposto dal conducente di un veicolo avverso un verbale di accertamento, con l'importante pronuncia n. 10464/2020 del 03/06/2020 ha espresso il principio secondo cui qualora venga contestata l'affidabilità dell'apparecchio di misurazione della velocità il giudice è tenuto ad accertare se l'apparecchio sia stato o meno sottoposto alle verifiche periodiche di funzionalità e taratura.
Pertanto, non può considerarsi irrilevante la taratura rispetto alla correttezza del rilevamento, facendo esclusivo riferimento al certificato di messa in opera e controllo.
In particolare, secondo i Giudici di legittimità, per effetto della sentenza della Corte Costituzionale n. 113/2015, da intendersi con efficacia retroattiva e, dunque, applicabile ai giudizi pendenti, deve ritenersi che l'art. 45, comma 6, del Codice della Strada prescriva la verifica periodica della funzionalità degli autovelox e la loro taratura.
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