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ULTIMI AGGIORNAMENTI

Questioni e pronunce giurisprudenziali

LA VENDITA CON PATTO DI RISCATTO

La vendita con patto di riscatto, disciplinata dagli artt. 1500 e ss. c.c., consiste nella stipulazione di un contratto mediante l'inserimento di una condizione risolutiva potestativa, in base alla quale tra venditore e acquirente si conviene che colui che ha ceduto il bene si riserva il diritto di riavere la proprietà della cosa venduta, restituendone il prezzo e gli accessori.
É espressamente previsto, invece, che il patto di restituire un prezzo superiore a quello stipulato per la vendita è nullo per l'eccedenza.
Il termine per il riscatto, che è perentorio e non soggetto a proroga, non può essere maggiore di 2 anni nella vendita di beni mobili e di 5 anni in quella di beni immobili. Se le parti stabiliscono un termine maggiore, esso si riduce a quello legale.




IL TESTAMENTO PUBBLICO E IL TESTAMENTO SEGRETO

Il testamento pubblico è l'atto redatto da un pubblico ufficiale - il notaio - il quale riceve dal testatore le disposizioni testamentarie in presenza di due testimoni (che ovviamente non possono essere gli eredi o i familiari).
Proprio per tale ragione, il testamento pubblico viene considerato la forma più sicura di testamento.
Infatti, il testamento redatto dal notaio fa piena prova in merito all'autenticità della sottoscrizione e, conseguentemente, vi è la certezza che il testamento è stato realmente redatto e sottoscritto dal de cuius.
Premesso ciò, c'è da dire che esiste la possibilità di contestare l'autenticità di un testamento redatto da un notaio.




DIVORZIO: NON E' CONFIGURABILE IL REATO DI VIOLAZIONE DELL'OBBLIGO DI ASSISTENZA FAMILIARE IN CASO DI ACCORDO TRA GLI EX CONIUGI DI RIDUZIONE DELL'ASSEGNO

In caso di separazione o di divorzio non è configurabile il reato di violazione dell'obbligo di assistenza familiare quando - tra gli ex coniugi - sia intervenuto un accordo di riduzione dell'assegno di mantenimento.
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, Sezione Penale, con la sentenza n. 5236/2020, affermando il principio di diritto secondo il quale "non è configurabile il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare in caso di separazione o di scioglimento del matrimonio di cui all'art. 570-bis cod, pen., qualora l'agente si sia attenuto agli impegni assunti con l'ex coniuge per mezzo di un accordo transattivo, non omologato dall'autorità giudiziaria, modificativo delle statuizioni sui rapporti patrimoniali contenute in un precedente provvedimento giudiziario".




GUIDA IN STATO DI EBBREZZA: NON VI E' ESCLUSIONE DELLA RESPONSABILITA' PENALE PER ASSUNZIONE DI FARMACI CONTENENTI ALCOL

In caso di guida in stato di ebbrezza, non vi è esclusione della responsabilità penale per assunzione di farmaci contenenti alcol.
Si tratta di un principio espresso dal Tribunale Penale di Campobasso con la sentenza n. 621/2019.
In particolare, il Giudice di merito, chiamato a decidere su un'opposizione a decreto penale di condanna proposta dall'imputato del reato p. e p. dall'art. 186, co. 2, lett. c), D. Lgs. 30 aprile 1992, n. 285 e ss. mm. per essersi posto alla guida di un'autovettura in stato di ebbrezza in conseguenza dell'assunzione di sostanze alcoliche con tasso alcolemico pari a 2,04 g/l rilevato mediante etilometro, richiamando consolidati orientamenti espressi dalla giurisprudenza di legittimità, ha chiarito che la circostanza che il conducente di un'auto abbia assunto un farmaco contenente alcool eventualmente idoneo ad influire sull'esito dell'alcoltest non esclude la configurabilità del reato di guida in stato di ebbrezza di cui all'art. 186, co. 2, del D. Lgs. 30 aprile 1992, n. 285 e ss. mm., in quanto, da un lato, gli effetti e le caratteristiche dei farmaci sono assolutamente desumibili dalla lettura del foglietto illustrativo e,...




AFFIDAMENTO DEI FIGLI: DIRITTO ALLA BIGENITORIALITA'

In tema di affidamento dei figli, la Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 9143/2020 ha statuito il diritto alla bigenitorialità in favore dei minori.
Nello specifico, nel confermare il ruolo fondamentale dell'interesse del minore, è stato precisato che il giudizio prognostico da compiere in ordine alla capacita' dei genitori di crescere ed educare il figlio nella nuova situazione determinata dalla disgregazione dell'unione non può in ogni caso prescindere dal rispetto del principio della bigenitorialità, nel senso che, pur dovendosi tener conto del modo in cui i genitori hanno precedentemente svolto i propri compiti, delle rispettive capacita' di relazione affettiva, attenzione, comprensione, educazione e disponibilità ad un assiduo rapporto, nonché della loro personalità, delle consuetudini di vita e dell'ambiente sociale e familiare che ciascuno di essi è in grado di offrire al minore, non può trascurarsi l'esigenza di assicurare una comune presenza dei genitori nell'esistenza del figlio, in quanto idonea a garantire a quest'ultimo una stabile consuetudine di vita e salde relazioni affettive con entrambi, e a consentire agli stessi di adempiere il comune dovere di cooperare nell'assistenza, educazione ed istruzione del minore.




SINISTRO STRADALE: RISARCIMENTO DEL DANNO PARENTALE ANCHE SENZA STRAVOLGIMENTO DELLE ABITUDINI DI VITA

In caso di lesioni a seguito di sinistro stradale è dovuto il risarcimento del danno parentale anche senza stravolgimento delle abitudini di vita dei congiunti.
Lo ha chiarito la Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 7748 /2020, precisando che il danno non patrimoniale, consistente nella sofferenza morale patita dal prossimo congiunto di persona lesa in modo non lieve dall'altrui illecito, può essere dimostrato con ricorso alla prova presuntiva ed in riferimento a quanto ragionevolmente riferibile alla realtà dei rapporti di convivenza ed alla gravità delle ricadute della condotta.




VIOLAZIONE DEL DIVIETO DI FUMO DURANTE L'ORARIO DI LAVORO: LICENZIAMENTO ILLEGITTIMO

É illegittimo il licenziamento del dipendente per violazione del divieto di fumo durante l'orario di lavoro, quando non sussiste pregiudizio all'incolumità delle persone e alla sicurezza degli impianti.
È quanto chiarito dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 12841/2020 a totale conferma della decisione della Corte territoriale in ordine all'illegittimità del licenziamento e alla conseguente applicazione della tutela reintegratoria in favore del lavoratore.
É stato osservato che il Giudice di merito, valutando sia il profilo soggettivo che quello oggettivo della condotta - in particolare la conformazione del luogo ove il lavoratore è stato trovato intento a fumare (zona di intercapedine tra uffici sprovvisto di impianti e di persone; assenza di attrezzature pericolose quali bombole contenenti materiale infiammabile) -, ha correttamente escluso la ricorrenza dei requisiti costitutivi della fattispecie contrattuale punita con la sanzione espulsiva.



MATRIMONIO: COMUNIONE LEGALE E SEPARAZIONE DEI BENI

La comunione legale è il regime patrimoniale che si applica ai coniugi che non optano espressamente per la separazione dei beni.
Costituiscono oggetto della comunione, ai sensi dell'art. 177 c.c.,:
a) gli acquisti compiuti dai due coniugi insieme o separatamente durante il matrimonio, ad esclusione di quelli relativi ai beni personali;
b) i frutti dei beni propri di ciascuno dei coniugi, percepiti e non consumati allo scioglimento della comunione;
c) i proventi dell'attività separata di ciascuno dei coniugi se, allo scioglimento della comunione, non siano stati consumati;
d) le aziende gestite da entrambi i coniugi e costituite dopo il matrimonio.
Qualora si tratti di aziende appartenenti ad uno dei coniugi anteriormente al matrimonio ma gestite da entrambi, la comunione concerne solo gli utili e gli incrementi.



FRANCHISING COMMERCIALE E FRANCHISING INDUSTRIALE O DI SERVIZI

Il franchising commerciale è un contratto atipico in quanto non è disciplinato da Codice Civile, ma viene regolato quasi esclusivamente da accordi tra le parti.
Si realizza in una forma di collaborazione tra un imprenditore che produce beni, vende beni o offre servizi di vario tipo (c.d. franchisor) e un altro imprenditore (c.d. franchisee). Il primo mette a disposizione del secondo il marchio, il nome della ditta e il know how (la conoscenza di metodologie produttive e di vendita), in cambio di una percentuale dei ricavi complessivi o di un importo fisso.


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