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ULTIMI AGGIORNAMENTI

Questioni e pronunce giurisprudenziali

VIOLAZIONE DEL DIVIETO DI FUMO DURANTE L'ORARIO DI LAVORO: LICENZIAMENTO ILLEGITTIMO

É illegittimo il licenziamento del dipendente per violazione del divieto di fumo durante l'orario di lavoro, quando non sussiste pregiudizio all'incolumità delle persone e alla sicurezza degli impianti.
È quanto chiarito dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 12841/2020 a totale conferma della decisione della Corte territoriale in ordine all'illegittimità del licenziamento e alla conseguente applicazione della tutela reintegratoria in favore del lavoratore.
É stato osservato che il Giudice di merito, valutando sia il profilo soggettivo che quello oggettivo della condotta - in particolare la conformazione del luogo ove il lavoratore è stato trovato intento a fumare (zona di intercapedine tra uffici sprovvisto di impianti e di persone; assenza di attrezzature pericolose quali bombole contenenti materiale infiammabile) -, ha correttamente escluso la ricorrenza dei requisiti costitutivi della fattispecie contrattuale punita con la sanzione espulsiva.



MATRIMONIO: COMUNIONE LEGALE E SEPARAZIONE DEI BENI

La comunione legale è il regime patrimoniale che si applica ai coniugi che non optano espressamente per la separazione dei beni.
Costituiscono oggetto della comunione, ai sensi dell'art. 177 c.c.,:
a) gli acquisti compiuti dai due coniugi insieme o separatamente durante il matrimonio, ad esclusione di quelli relativi ai beni personali;
b) i frutti dei beni propri di ciascuno dei coniugi, percepiti e non consumati allo scioglimento della comunione;
c) i proventi dell'attività separata di ciascuno dei coniugi se, allo scioglimento della comunione, non siano stati consumati;
d) le aziende gestite da entrambi i coniugi e costituite dopo il matrimonio.
Qualora si tratti di aziende appartenenti ad uno dei coniugi anteriormente al matrimonio ma gestite da entrambi, la comunione concerne solo gli utili e gli incrementi.



FRANCHISING COMMERCIALE E FRANCHISING INDUSTRIALE O DI SERVIZI

Il franchising commerciale è un contratto atipico in quanto non è disciplinato da Codice Civile, ma viene regolato quasi esclusivamente da accordi tra le parti.
Si realizza in una forma di collaborazione tra un imprenditore che produce beni, vende beni o offre servizi di vario tipo (c.d. franchisor) e un altro imprenditore (c.d. franchisee). Il primo mette a disposizione del secondo il marchio, il nome della ditta e il know how (la conoscenza di metodologie produttive e di vendita), in cambio di una percentuale dei ricavi complessivi o di un importo fisso.



EREDE E LEGATARIO: QUANDO E' NECESSARIA LA DISTINZIONE

La distinzione tra la figura dell'erede e quella del legatario è necessaria soltanto nel caso in cui il defunto abbia lasciato un testamento.
Infatti, quando la successione avviene in base alla legge il beneficiario è sempre erede.
É erede la persona chiamata a succedere in tutto o in parte nei diritti patrimoniali del de cuius, mentre è legatario colui che succede al defunto esclusivamente in determinati rapporti giuridici.
Inoltre, la qualità di erede deve essere accettata, espressamente o tacitamente, entro 10 anni dalla morte della persona della cui eredità si tratta; il legato, al contrario, si acquista senza bisogno di accettazione.



VIOLAZIONI DEL CODICE DELLA STRADA: AUTONOMIA DELLE INFRAZIONI

In caso di violazioni del Codice della Strada, sussiste autonomia delle infrazioni e, di conseguenza, delle opposizioni per contestare il verbale notificato per violazione dei limiti di velocità, ex art. 142 C.d.S., comma 9, contenente l'intimazione a comunicare le generalità e il numero di patente del conducente/trasgressore, pena l'emissione della sanzione amministrativa pecuniaria, ex art. 126-bis C.d.S..
E' il principio espresso dalla Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 8479/2020, con cui ha chiarito che in tema di sanzioni amministrative conseguenti a violazioni del Codice della Strada, il termine entro cui il proprietario del veicolo è tenuto - ai sensi dell'art. 126-bis, comma 2, C.d.S. - a comunicare all'organo di polizia i dati relativi al conducente, non decorre dalla definizione del procedimento di opposizione avverso il verbale di accertamento dell'illecito presupposto, ma dalla richiesta rivolta al proprietario dall'autorità.



ASSEGNO DIVORZILE E DIRITTO SUL TFR DELL'EX CONIUGE

Il riconoscimento del diritto sul Tfr dell’ex coniuge è conseguenza dell’assegno divorzile.
A seguito della pronuncia della sentenza di scioglimento di matrimonio o cessazione degli effetti civili del matrimonio l’ex coniuge ha diritto a percepire una quota del Tfr liquidata in favore dell’altro coniuge.
Il diritto sul Tfr dell’ex coniuge, quantificato in una percentuale del 40% dell'indennità totale riferibile agli anni in cui il rapporto di lavoro è coinciso con il matrimonio (esclusa la semplice convivenza), è però subordinato alla presenza di determinati presupposti.
Innanzitutto, è necessario che il coniuge richiedente non abbia contratto nuovo matrimonio e, soprattutto, che lo stesso sia già titolare dell'assegno divorzile.




ISCRIZIONE IPOTECARIA: SGRAVIO AUTOMATICO DEBITI FINO A EURO 1.000,00 E NULLITA' PER OMESSA NOTIFICA INTIMAZIONE

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 11817/2020 del 18/06/2020, nella soluzione di un caso sottoposto al suo esame avente ad oggetto l'opposizione avverso un'iscrizione ipotecaria relativa a 13 cartelle di pagamento, ha preliminarmente richiamato il D. L. n. 119/2018, conv. in L. n. 136/2018, in base al quale è previsto in modo automatico lo stralcio ex lege dei debiti tributari che non superano l'importo di Euro 1.000,00, affidati agli agenti di riscossione nel periodo compreso tra il 2000 e il 2010.
Inoltre, seguendo l'indirizzo giurisprudenziale dominante, ha chiarito che l'iscrizione ipotecaria non costituisce, in realtà, atto dell'espropriazione forzata, ma va riferita ad una procedura alternativa all'esecuzione forzata vera e propria, che può essere effettuata anche senza la necessità di procedere alla notifica dell'intimazione, la quale è prescritta per l'ipotesi in cui l'espropriazione forzata non sia iniziata entro un anno dalla notifica della cartella di pagamento.




MULTE VIA PEC: NIENTE RICERCHE MASSIVE TRAMITE CODICE FISCALE DELLA PERSONA FISICA

Il Ministero dell'Interno con la Circolare dell'8 Giugno u.s. recante “Notificazione a mezzo posta elettronica certificata delle sanzioni amministrative per violazioni del Codice della Strada” ha stabilito, a seguito della richiesta di chiarimenti da parte del Garante per la protezione dei dati personali anche alla luce delle indicazioni normative del Regolamento (UE)  n. 2016/679 e del D. Lgs. n. 196/2003 (Codice in materia di protezione dei dati personali), che per la notifica delle multe via PEC non sono più consentite ricerche massive ed indiscriminate degli indirizzi tramite codice fiscale della persona fisica.



AZZERATO IL DEBITO DI OLTRE € 200.000,00 CON LA BANCA

La tenacia e la convinzione, supportata da una opportuna dose di preparazione, ha consentito ad una nota azienda, da oltre 20 anni impegnata onorevolmente nel settore dell’edilizia, di ottenere un altro grande risultato dopo aver ottenuto, tre anni fa, la rinuncia di un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo di circa € 400.000,00 da parte di un diverso Istituto di credito.
Questa volta, la stessa società da noi assistita, ha azzerato il debito di oltre € 200.000,00 che aveva con la banca.

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I professionisti del nostro studio, infatti, sono a disposizione per fornire ogni singolo chiarimento o, in casi che richiedono una maggiore attenzione, un primo inquadramento della questione al fine di consentire una preliminare gestione della vicenda.


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